Ipotiroidismo non Trattatto e Rischio di Mortalità

Nell’epoca “social” tutti ormai sono esperti di tutto , dalla nutrizione all’endocrinologia alla cardiologia ai vaccini .. Basta un clic sul Dr. Google e sai tutto .. non hai i “Socratici” dubbi di chi dopo circa 30 anni di professione una specializzazione e “qualche ” articolo scientifico si domanda ancora davanti ad un paziente con Ipotiroidsmo se quel benedetto TSH deve stare >2,5 mUMl  o < 4.0  MU/Ml e magari analizza la storia clinica del paziente ad esempio se ha una Malattia cardiaca o altro .. ci mancherebbe Te ormai hai una laurea ad Honorem in Medicina e soprattutto una Specializzazione in Endocrinologia e magari poi trovi conforto in qualche medico che pur affermando una cosa sostanzialmente giusta vale a dire che un alimentazione “anti infiammatoria” supporti con qualche integratore come Iodio , Selenio e Zinco tutto tornerà nella norma e questo va bene per tutti infatti potrai trovare in rete centinai di articolo, blog piu o meno famosi che affermano questo .. poi magari ti tieni il TSH un pò elevato per qualche anno e non sai che questo può essere la spia di una situazione  che può anche diminuire la tua attesa di vita.. ma se lo dice Google .. che ti  frega… e allora veniamo a fare un pò di chiarezza sul rischio di rimanere Ipotiroideo…

L’ipotiroidismo è una sindrome dovuta ad un’insufficiente azione degli ormoni tiroidei a livello dei tessuti causata da una scarsa produzione di ormoni tiroidei da parte della tiroide oppure da un quando di Ipotiroidismo Post Chirurgico  o post Trattatamento con Iodio Radioattivo ad esempio, per non parlare dell’Ipotiroidsmo Congenito che grazie anche e soprattutto alla prevenzione eseguita diversi anni fa dall’Equipe del Prof. Pinchera di Pisa di cui mi onoro di aver fatto parte è sottoposto subito se il valore del TSH del neonato è elevato a Terapia Oromnale Sostitutiva onde evitare conseguenze fisiche e psichiche sullo sviluppo del bambino .

Negli ultimi anni, diversi studi e metanalisi hanno mostrato una possibile associazione tra ipotiroidismo e mortalità precoce. .
Un tratto comune tra questi studi è rappresentato da:

  • Eterogeneità rispetto alla definizione e alla gravità della disfunzione tiroidea
  • Dimensione dello studio
  • Tempo di follow-up oltre al controllo dei vari fattori di analisi.

L’ipotiroidismo è stato collegato a disturbi cardiovascolari e malattie psichiatriche, ed è stato anche associato ad una compromissione della qualità della vita.
L’ipertiroidismo, invece, è stato associato ad un aumento della mortalità, aspetto che, nel caso dell’ipotiroidismo, rappresenta ancora un punto di discussione.

Uno Studio pubblicato da Prof. Mads Lillevang-Johansen e al. del 20181, ha indagato l’associazione tra ipotiroidismo e mortalità in pazienti con ipotiroidismo trattato e non trattato, unitamente alle conseguenze del sovra- e sotto-trattamento dell’ipotiroidismo rispetto alla mortalità.
In tale studio si è analizzata anche la relazione, rispettivamente, tra la durata della diminuzione e l’incremento del TSH e la mortalità in individui ipotiroidei sottoposti al trattamento con levotiroxina.

Sono stati valutati più di 200.000 individui in Danimarca che hanno assunto l’Ormone Tireostimolante (TSH) nel periodo 1995-2011 (follow-up me- diano, 7,2 anni). In questi soggetti è stato definito lo stato di ipotiroidi-smo quando si sono registrate 2 misurazioni di TSH>4.0 mIU/L ogni 14 giorni in un semestre oppure una misurazione di TSH> 4,0 mIU/L associata a due prescrizioni di levotiroxina in un anno.

Gli autori hanno valutato il tasso di mortalità (considerando tutte le cause) nei soggetti ipotiroidei che abbiano ricevuto o meno il trattamento con levotiroxina.

In questo lavoro un problema abbastanza rilevante e controverso nella valutazione dei risultati è stata l’eterogeneità degli individui e le diverse fasce di età coinvolte (soggetti anziani rispetto a soggetti più giovani).

Dallo studio è emerso che un totale di 2.908 individui è stato classificato come ipotiroideo; tra questi, il 77% ha iniziato il trattamento durante il follow-up.

La mortalità è aumentata negli individui ipotiroidei non trattati (p <0,001). I risultati sono stati significativi anche se suddivisi secondo ipotiroidismo lieve (TSH> 4,0 mIU / L e ≤10 mIU / L; p

<0,001) e ipotiroidismo marcato (TSH> 10 mIU / L; p = 0,002).

La mortalità, in particolare, non è aumentata negli individui ipotiroidei adeguatamente trattati, indipendentemente dall’età e dalla gravità dell’ipotiroidismo.
La durata della diminuzione del TSH (sovradosaggio) negli individui trattati ha avuto un impatto maggiore sulla mortalità rispetto alla durata del TSH elevato (sotto-trattamento).

 

Take Home Message 

  • La Terapia dell’ipotiroidismo,  qualunque ne sia la natura Congenito, Post-Chirurgico, Post-Radioiodio, da tireopatia Autoimmune deve tener conto delle’età del paziente , delle sue condizioni cliniche , dell’attività fisica svolta , del suo peso corporeo e delle “comorbilità ” in particolare della presenza di malattie cardiache soprattutto aritmiche .

  • La Terapia ha lo scopo di matenere i valori del TSH entro i limiti fisiologici da 1,2 a 2,5 mU/ML e minore di 4 mU/m , ina lcuni casi però ad esempio dopo un Intervento chirurgico di Tiroidectomia per Tumore Tiroideo oppure in presenza di un Nodulo Tiroideo in un soggetto giovane può essere applicata una Terapia Ormonale soppressiva o semi-soppressiva la secrezione del TSH onde evitare nel primo caso una stimolazione del TSH su eventuali cellule tumorali residue e nel secondo caso una crescita nodulare come altresì ad esempio in soggetti anziani con patologie cardiache si possono anche valori di TSH superiori a 4 MU/ml.

  • L’utilizzo di “Diete Antinfiammatorie” prive di glutine, integrazione con iodio , selenio e zinco esclusione dalla dieta di alcuni alimenti come la SOIA, le Cucifere (broccoli ad esempio) possono essere validi supporti alla Terapia Ormonale nela caso di Titoidisti Autoimmuni con lieve Ipotiroidsmo e anche nelle Tiroiditi Autoimmuni con Eutiroidsmo ma la letteratura scientifica non ha ancora evidenziato una loro reale efficacia sul decorso della Malattia Autoimmune .

  • Nel caso di un Ipotiroidismo in una Tiroidite Autoimmune l’impostazione del follow up terapeutico è di cmpetnzam del Medico Specialista in Emndocrinologia  il trattare un paziente con Diete ed Integratori senza un adeguato inquadramento diagnostico e terapeutico specialisti sottopone il paziente a seri rischi per la propria salute e configura anche secondo la ns opinione un “malpractice sanitaria” in quanto la Tiroidite Cronica Autoimmune sia in Ipotiroidismo che in Eutiroidsmo può associarsi a :
    Malattia Celiaca

    • Artrite Reumatoide
    • Gastrite Cronica Autoimmune con rischio di Cancro Gastrico
    • Malattia  di Addison (defici funzione surrenalica) 
    • Menopausa Precoce da presenza di Ab Antiovaio
    • Epatopatia Cronica Autoimmune
    • Alterazioni su Base Autoimmune della Coagulazione del Sangue
  • In conclusione, possiamo affermare che la Terapia di un Ipotiroidismo deve essere come detto sopra il piu possibile personalizzata e necessita di un attento monitoraggio del trattamento nei soggetti che ricevono terapia sostitutiva dell’ormone tiroideo con levotiroxina.

 

Bibliografia

1. Lillevang-Johansen M, Abrahamsen B., Jørgensen HL., Brix TH., and Hegedu L.,

“Over- and Under-Treatment of Hypothyroidism Is Associated with Excess Mortality: A Register-Based Cohort Study”, Thyroid. 2018 May;28(5):566-574.

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Obesità e Rischio di Cancro alla Tiroide

Il Cancro della  tiroide è un Tumore sempre più frequente e,  pur se c’è una certa tendenza a descriverlo come a “Good Cancer”,   è sempre una Neoplasia con possibilità di metastastizzare sia localmente che a distanza.
Tra le cause genetiche e ambientali che possono favorire lo sviluppo della malattia , nel caso del Tumore Tiroideo si possono annoverare  alcune carenze micronutrizionali (Iodio e Selenio)  , il contatto a scopo diagnostico o  terapeutico o di lavoro con le Radiazioni Ionizzanti, alcuni “Endocrine Disruptors” (elementi interferenti con la funzione e il metabolismo delle cellule tiroidee) presenti negli alimenti e/o nell’ambiente  e problemi metabolici come l’Insulinoresistenza, l’Iperglicemia, le Dislipidemie , l’Ipertensione Arteriosa più o meno associate all’Obesità  .
Un recente studio pubblicato su Thyroid nel 2019 dal titolo  ” Metabolic Obesity Phenotypes and Thyroid Cancer Risk : A Cohort Study “ha cercato di mettere a fuoco la correlazione tra Obesità e Cancro Tiroideo .
Lo studio ha incluso 255.051 pazienti di maggiore età ,  che sono stati valutati in follow-up per 5 anni .
I partecipanti allo studio che non erano affetti, al momento dell’inizio della Ricerca,  da Tumore Tiroideo  sono stati valutati nel tempo per vari aspetti della loro salute compresa la valutazione antropometrica (Peso , Altezza e Circonferenza Vita) ,  Glicemia , Colesterolo Tot. , LDL , HDL, Trigliceridi, , l’Insulina, gli Ormoni Tiroidei , il TSH e la  Pressione Arteriosa .
Nel follow up  l’incidenza del carcinoma tiroideo è stata quindi stimata per categoria di Indice di Massa Corporea (BMI) e Circonferenza della Vita in uomini e donne .
Complessivamente, 1037 uomini e 1890 donne hanno sviluppato il cancro alla tiroide. Gli autori hanno evidenziato come un  un indice di massa corporea più elevato era associato ad un aumentato rischio di sviluppare il Cancro alla Tiroide negli uomini privi di anomalie metaboliche mentre nelle donne l’incidenza del Tumore Tiroideo era maggiore in quelle che presentavano complicanze metaboliche , in ambedue i sessi il rischio era maggiore nei pazienti che presentavano una maggiore Circonferenza Vita.

TAKE HOME MESSAGE 
  • Il Cancro della Tiroide è un Tumore sempre più frequente ma con ottime possibilità di guarigione 

  • Vari fattori predispongono alla Malattia  Tumorale Tiroidea :
– Fattori Genetici
– Carenze Nutrizionali Iodio, Selenio ad esempio
– Contatto a scopo terapeutico o diagnostico con Radiazioni Ionizzanti
– Endocrine Disruptors (fattori interferenti con la funzione e il metabolismo delle cellule tiroidee ) presenti nell’ambiente e/o negli alimenti
  • Vari Studi inoltre hanno evidenziato , come nello studio che abbiamo valutato in questo articolo, una correlazione tra Obesità e Cancro Tiroideo con una forte  incidenza sia nei maschi che nelle femmine affette da Obesità ma maggiore nelle femmine che avevano già  problemi metabolici quali Iperglicemia, Dislipidemia , Insulinoresistenza 

  • La valutazione della Funzione Tiroidea e dell’Ecografia Tiroidea dovrebbe dunque essere sempre eseguiti  sia alla I° valutazione che anche nel Follow UP di un paziente Obeso come del resto essoprima di essere sottoposto ad una Terapia Nutrizionale , di Attività Fisica, Farmacologica , Chirurgica , o Psicologica DEVE essere valutato per le eventuali Comorbilità, Metaboliche, Cardiocahe, Respiratorie, Ortopediche, Piscologiche/Psichiatriche
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Quando si deve effettuare la Terapia con 131 Iodio per l’ablazione del residuo tiroideo nel Cancro della Tiroide ?

I pazienti affetti da Cancro della Tiroide hanno in genere una buona prognosi in quanto dopo l’intervento in genere di Tiroidectomia Totale c’è la possibilità nei Carcinomi a medio/alto rischio di diffusione di eseguire una distruzione del residuo tiroideo mediante la somministrazione di una pillola contente lo iodio radioattivo che viene captato dalle cellule tiroidee sia sane che cancerose , però permane il dubbio sui tempi di somministrazione di questa Terapia .

Uno studio pubblicato su Clinical Endocrinology nel febbraio 2018 ha  valutato un  totale di 235 pazienti con carcinoma tiroideo a rischio basso-intermedio trattati con iodio radioattivo e divisi in due gruppi:
– Gruppo 1 : comprendeva 187 pazienti sottoposti a ablazione con iodio radioattivo <3 mesi dopo l’intervento chirurgico
– Gruppo 2 :  comprendeva 43 pazienti che lo hanno ricevuto ≥3 mesi dopo l’intervento.
I due gruppi erano simili per quanto riguarda età, sesso, tipo di cancro e stadio del cancro. La risposta alla terapia è stata classificata come eccellente, indeterminata o incompleta (malattia persistente mediante imaging o analisi del sangue). Complessivamente, il 78,1% dei pazienti nel gruppo 1 ha avuto una risposta eccellente rispetto al 62,5% nel gruppo 2. Inoltre, solo il 4,3% dei pazienti nel gruppo 1 ha avuto una risposta incompleta rispetto al 18,8% dei pazienti nel gruppo 2. Questo studio ha rilevato la somministrazione di  di iodio radioattivo entro 3 mesi dopo l’intervento chirurgico ha prodotto esiti migliori rispetto all’aspettativa di> 3 mesi in pazienti con carcinoma tiroideo a rischio basso-intermedio. Questo è utile quando si pianifica il miglior piano di trattamento.

TAKE HOME MESSAGE

La  Terapia di Ablazione del Residuo Tiroideo con Iodio Radioattivo , se indicata, ottiene migliori risultati quando eseguita entro 3 mesi dall’intervento di Tiroidectomia Totale .

 

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