Livelli ematici degli ormoni tiroidei come marker di rischio per la salute

imagesUno dei dilemmi che spesso si pongono allo specialista in endocrinologia esperto nella gestione della patologia tiroidea è se trattatre o non trattare un paziente affetto da Ipotiroidismo Sub Clinico (vale a dire quando il quadro ormonale negli esami ematici è caratterizzato da un TSH superiore ai limiti della norma con valori di FT4 e FT3 normali ).

Secondo i ricercatori del Regno Unito, lo screening e la gestione delle patologie tiroidee subcliniche è carente probabilmente a causa di dati insufficienti. Non è  chiaro infatti se variazioni modeste dei valori tiroidei, al di sopra o al di sotto del limite superiore di riferimento, hanno un impatto tale da  giustificare un eventuale intervento.

Secondo Peter N. Taylor, clinico gallese  appartenente al  gruppo di ricerca per le Malattie della   Tiroide  nell’ Istituto di Medicina Molecolare e Sperimentale dell’Università di Cardiff, le variazioni ormonali riscontrate nei  pazienti con funzione tiroidea nella norma sono legate a esiti negativi per la salute:

” Invece di considerare i valori tiroidei come “normali” o “anormali” sono le variazioni continuative all’interno dei  range di riferimento per la funzione tiroidea che potrebbero essere più propriamente considerate come fattori di rischio per diverse malattie (alterazione della pressione sanguigna o livelli alti di colesterolo nelle malattie cardiovascolari ). In questo modo, i benefici riscontrabili a seguito di un intervento sui livelli di TSH, possono essere correlati  a diverse patologie concomitanti in un individuo. “

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Queste considerazioni derivano da studi su 40 documenti riguardanti gli effetti che gli ormoni tiroidei hanno sul sistema CV, le ossa, il metabolismo, la gravidanza e gli esiti neurologici e psicologici.

Secondo questi dati, valori più alti di TSH o livelli di ormoni tiroidei più bassi, sono  associati a maggior rischio cardiovascolare, parametri metabolici peggiori e esiti negativi in gravidanza. Tuttavia, basso TSH e  ormone tiroidi elevati sono collegabili anche a diminuzione della densità minerale ossea e aumento del rischio di frattura.

Altri dati non hanno mostrato esiti neurologici e psicologici notevoli.

Secondo Taylor e colleghi, questi dati suggeriscono che il trattamento, anche di modesti innalzamenti del  TSH, può contribuire a significativi benefici per la salute.
Ulteriori ricerche sono comunque necessarie al fine di analizzare adeguatamente i fattori di  rischi contro i benefici del trattamento, in pazienti con malattia tiroidea subclinica .

Taylor PN. J Clin Endocrinol Metab. 2013;doi:10.1210/jc.2013-1315

 

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