Anche pochi Kg in più possono aumentare il Tuo Rischio di Cancro

Obeso LowUno studio epidemiologico volto a ricercare la relazione tra BMI (Body Mass Index ovvero il Rapporto tra il Peso ed il Quadrato dell’Altezza che definisce in maniera però imprecisa poichè non valuta e sottostima spesso la reale percentuale di Massa Grassa di un individuo ) e le più diffuse tipologie di cancro, classificate in base all’organo di origine, tenendo anche conto dei possibili fattori che possono influenzare l’analisi (“confounders ”), come età, sesso, fumo, stato menopausale.

Sono stati scelti i 21 tipi di cancro più comuni per organo nella popolazione e il cancro della colecisti per il quale ci sono già evidenze di un possibile legame con il BMI.

Lo studio è stato effettuato tramite l’analisi dei dati inseriti dai medici di base inglesi nel Clinical Practice Research Datalink, includendo i pazienti di età > 16 anni per i quali era registrato nel database il valore del BMI ed escludendo tutti i pazienti che avevano già avuto una diagnosi di neoplasia. L’ingresso nello studio iniziava 12 mesi dopo la registrazione, perché le neoplasie eventualmente diagnosticate in questo periodo potevano riflettere uno stato di malattia pre-esistente. Sono state così selezionate 5.24 milioni di persone.

Dopo un periodo medio di follow-up di 7.5 anni, in 166.000 pazienti (3.2%) è stata riscontrata l’insorgenza di neoplasia. È stata osservata un’associazione con il BMI per 17 tipi di tumori, con un effetto sul rischio di cancro di differente entità a seconda della sede:

· aumento lineare (per ogni incremento del BMI di 5 kg/m 2 con elevata significatività statistica) per utero
(hazard ratio –HR- 1.6), colecisti (HR 1.31), rene (HR 1.25), cervice uterina (HR 1.1), tiroide (HR 1.09) e
leucemia (HR 1.09);

· associazione positiva significativa, ma non lineare, per i tumori di fegato, colon, ovaie e mammella in donne in post-menopausa;

· associazione inversa per i tumori del cavo orale, polmone, prostata e mammella in donne in pre- menopausa. L’associazione inversa con il BMI non era più evidente per i tumori del cavo orale e del polmone se si consideravano solo i non-fumatori, suggerendo un effetto confondente del fumo (i fumatori avrebbero BMI più basso dei non fumatori).

Sulla base di questi dati, gli autori concludono che un aumento di 1 kg/m2 nella popolazione generale porterebbe a 3790 nuovi casi/anno delle tipologie di carcinoma BMI-correlate nel Regno Unito.
COMMENTO
La relazione tra obesità e cancro è stata oggetto di molti studi, prevalentemente mirati su singole tipologie di tumori. Esistono anche metanalisi, in particolare quella di Renehan del 2008 in cui gli autori avevano analizzato 141 articoli per 20 tipi di tumori, evidenziando un’associazione positiva dell’incremento del BMI con diversi tipi di carcinomi, in particolare adenocarcinoma dell’esofago, cancro della tiroide, colon, rene, leucemia, mieloma, linfoma non Hodgkin in entrambi i sessi, cancro dell’endometrio, pancreas, colecisti e mammella in post- menopausa nella donna e cancro del retto e melanoma nell’uomo.
Lo studio recente di Bhaskaran et al. ha l’indubbio valore di essere stato condotto su una casistica molto ampia, con dati provenienti da un’unica fonte rappresentativa della situazione nella popolazione generale, e di analizzare il rischio di tutte le forme di cancro più comuni. Inoltre, prende in considerazione l’effetto di alcuni importanti “fattori confondenti”, che possono giocare un ruolo nell’interpretazione dell’analisi, in particolare sesso, età, fumo e stato menopausale.
Lo studio ha anche degli inevitabili limiti, riconosciuti dagli autori, quali la modalità di classificazione del cancro (solo in base all’organo d’origine e non anche secondo il tipo istologico) e il follow-up (comunque limitato nel tempo per evidenziare l’insorgenza di questo tipo di patologia). Inoltre, sono stati selezionati i pazienti per i quali il MMG aveva ritenuto di inserire il dato del BMI nel database e questo potrebbe introdurre un bias di selezione . Non sono disponibili indicazioni sulla distribuzione del tessuto adiposo, quali potrebbero essere la circonferenza vita o la waist-to-hip ratio, né sull’età di inizio dell’obesità o sul livello di attività fisica . Inoltre, l’effetto dei “fattori confondenti” merita ulteriori approfondimenti e probabilmente altri ne andrebbero introdotti

settembrPeraltro, l’eterogeneità degli effetti del BMI suggerisce l’associazione di diversi meccanismi nelle diverse tipologie di carcinomi e nei differenti sottogruppi della popolazione. I meccanismi che collegano l’eccesso di peso all’aumentato rischio di cancro sono oggetto di molti studi: i sistemi ormonali su cui si indirizzano maggiormente le ricerche sono l’insulina e gli insulin-like growth factors, gli steroidi sessuali, le adipochine e le citochine infiammatorie .

TAKE HOME MESSAGE
L’eccesso di tessuto adiposo che può essere valutato piu precisamente e direttamente tramite metodiche più o meno sofisticate ad esempio con una DEXA Total Body o indirettamente tramite il Peso Corporeo la Circonferenza Vita e il BMI sottopone l’organismo da un aumento delle citochine infiammatorie e dei fattori di crescita insulinodipendenti che può favorire lo Sviluppo di alcuni Tipi di Neoplasie ad esso si associano poi come Co Fattori altre situazioni quali la diminuzione dell’attività fisica o ad esempio l’aumento del consumo di fumo, alcool, l’esposizione a fari disruptors ambientali con cui veniamo a contatto tramite il cibo e l’ambinete che respiriamo che favoriscono la degenerazione tumorale.
Nutrirsi bene riflettere anche quando si fa la spesa allenarsi muoversi in ogni modo sono le arme che hai a disposizione per diminuire il rischio di malattia ma devi farlo ogni minuto di ogni giornata …..

Fonte 
Lancet. 2014 Aug 30;384(9945)
Body-mass index and risk of 22 specific cancers: a population-based cohort study of 5·24 million UK adults.
Bhaskaran K1, Douglas I2, Forbes H2, dos-Santos-Silva I2, Leon DA2, Smeeth L3.

 

 

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