Restrizione Calorica e Longevità

Una proteina che ha un ruolo chiave nel metabolismo dell’ossigeno, nei processi infiammatori e nella formazione dei tumori è coinvolta nelle vie metaboliche che consentono un allungamento della vita attraverso la restrizione calorica. E’ questo il risultato di una ricerca condotta da biologi del Buck Institute for Age Research, che ne riferiscono in un articolo pubblicato sulla rivista on line ad accesso pubblico PLoS Genetics.

La scoperta consente di chiarire in parte i meccanismi sottostanti alla correlazione, scoperta anni fa, fra restrizione calorica, allungamento della vita e prevenzione dei tumori. I ricercatori sperano anche che queste nuove conoscenze permettano in prospettiva la messa a punto di farmaci che consentano di aumentare l’aspettativa di vita in salute. Mentre da circa un secolo si assiste infatti a un costante aumento dell’aspettativa di vita generale, non si è assistito a un parallelo aumento del numero di anni di vita trascorsi in uno stato di salute buono o accettabile, ma anzi si è assistito a quella che i demografi chiamano espansione degli anni di vita non in salute, caratterizzati da malattie croniche ingravescenti.

La proteina studiata è la HIF-1 (hypoxia-inducible factor 1), che aiuta la cellula a sopravvivere quando i livelli di ossigeno sono bassi. HIF-1 è ativa anche in alcune forme tumorali e appare sovraespressa in diversi tumori solidi. Gli inibitori di HIF-1 hanno mostrato di avere la capacità di rallentare la crescita tumorale.

Ora i ricercatori hanno mostrato che HIF-1 ha un ruolo anche nelle situazioni di restrizione calorica, essendo coinvolta in una via molecolare che regola la crescita e il metabolismo cellulare in risposta ai nutrienti e ai fattori di crescita.

“I precedenti studi su HIF-1 si erano per lo più concentrati sul suo ruolo nel metabolismo dell’ossigeno e nella crescita tumorale. I dati di questo studio indicano però che HIF-1 è un target per la regolazione degli effetti protettivi della restrizione dietetica nei mammiferi”, ha spiegato Pankaj Kapahi, che ha diretto lo studio.

“La restrizione calorica è uno dei più validi metodi per estendere la durata della vita e ritardare l’insorgenza delle malattie legate all’invecchiamento”, ha quindi aggiunto.

La ricerca è stata condotta su nematodi modificati geneticamente in modo da sovraesprimere e sottoesprimere HIF-1. Sottoposti a svariati regimi dietetici, gli animali che sovraesprimevano la proteina non traevano alcun vantaggio, in termini di durata di vita, da una dieta povera, mentre quelli che la sottoesprimevano vivevano più a lungo, anche in caso di dieta ricca. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che l’allungamento della vita legato alla restrizione calorica richiede un’intensa attività lungo una via di segnalazione nel reticolo endoplasmatico, la struttura cellulare deputata all’elaborazione e al ripiegamento delle proteine. Ciò corrobora la teoria che l’invecchiamento sia legato agli effetti di proteine non correttamente ripiegate.

Fonte le Scienze : www.lescienze.it

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