Ecografia della Tiroide

 

Tale metodica rappresenta oggi  l’esame che meglio di ogni altro consente di valutare l’esatta morfologia della ghiandola in maniera assolutamente innocua poiché non viene utilizzata alcuna sorgente radioattiva ma bensì ultrasuoni.
Ciò risulta possibile utilizzando particolari dispositivi (sonde) che operando a una determinata frequenza  permettono di individuare con estrema precisione, non solo le caratteristiche macroscopiche della tiroide, ma anche delle eventuali formazioni nodulari in essa presenti.
L’esame che viene eseguito con paziente supino a collo iperesteso utilizzando sonde chiamate “small parts” ad alta frequenza (7,5-13 MHz) consente di valutare una serie di parametri che saranno di fondamentale importanza per il successivo iter diagnostico-terapeutico:
Dimensioni della ghiandola
Ciò è possibile misurando tutti i diametri (antero-posteriore, latero-laterale e longitudinale) di entrambi i lobi in modo da poter quantificare, attraverso la formula dell’ellissoide di rotazione, il volume stimato della ghiandola (questo rappresenta una importante integrazione clinica, soprattutto se l’esame viene eseguito da uno specialista in endocrinologia e comunque esperto della metodica).

Ecostruttura ed Ecogenicità:
Tale parametro risulta importante soprattutto nelle forme flogistiche (acute, subacute e croniche)  o in quelle che si associano a malfunzionamento della ghiandola (ipertiroidismo, ipotirodismo)
Presenza di noduli
In questo caso è importante riportare sempre alcuni parametri che possono rivelarsi fondamentali per eventuali accertamenti successivi: le dimensioni (tre diametri), il loro posizionamento nel contesto della ghiandola (terzo superiore, medio, inferiore, istmo, paraistmo), la loro struttura (solida, cistica, mista, omogenea, disomogenea), l’ecogenicità (isoecogena, iperecogena, ipoecogena), i margini (netti, sfumati) e l’eventuale presenza di orletto periferico e infine l’esistenza di calcificazioni (parietali, interne, puntate, grossolane).

 

Negli ultimi anni, l’associazione della semplice ecografia bidimensionale all’analisi velocimetrica dei flussi vascolari (Eco-colordoppler ha permesso) un ulteriore passo in avanti nello studio delle patologie tiroidee. Con la successiva elaborazione del colordoppler (Power Color) è stato infine possibile eseguire una indagine estremamente sensibile sulla vascolarizzazione della ghiandola senza la necessità di cambiare l’inclinazione della sonda rispetto al vaso in esame (limite notevole per un organo piccolo e intensamente vascolarizzato come la tiroide).

Tale possibilità ha non solo facilitato la valutazione prognostica di alcune formazioni nodulari sospette per patologia maligna ma ha anche, in certi casi, abbreviato l’iter diagnostico riducendo al minimo l’utilizzo di  alcuni accertamenti ritenuti fino a qualche anno fa di prima istanza (scintigrafia).
Nel nostro Studio l’Ecografia Tiroidea viene sempre eseguita da Specialisti in Endocrinologia esperti nella Metodica ma anche nella Patologia Tiroidea .

Per informazioni 0571.700391 – 348.6501027

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