Lo iodio in “Functional Food”

Si è svolta il 25 maggio la prima Giornata europea della tiroide, iniziativa internazionale di informazione per incentivare una regolare assunzione di iodio, attraverso un’alimentazione corretta. La Giornata è stata promossa dall’Associazione italiana tiroide (Ait), in collaborazione con la European thyroid association (Eta) e l’International council for the control of iodine deficiency (Iccidd), con il patrocinio del ministero della Salute e del comune di Milano
Nel mondo oltre due miliardi di individui sono a rischio di carenza iodica, circa 800 milioni di soggetti hanno gozzo clinicamente manifesto, e oltre 30 milioni hanno disturbi neurologici e cognitivi di vario grado causati da inadeguato apporto iodico durante la vita fetale e neonatale. Purtroppo ancora oggi ogni anno 38 milioni di bambini nel mondo nascono con il rischio di subire danni cerebrali a causa della carenza di iodio.

Oms, Unicef e Iccidd si sono poste l’obiettivo di eliminare questi disturbi e per questo l’Oms ha incluso la carenza di iodio tra le prime dieci emergenze della salute pubblica. Anche «nel nostro Paese lo iodio contenuto negli alimenti è in quantità non adeguate e perciò la popolazione è esposta a rischio di carenza di questo nutriente. Il 10% degli italiani ha gozzo con o senza noduli – spiega il professor Aldo Pinchera, coordinatore Europa centrale e occidentale Iccidd e presidente Ait – per sopperire, almeno in parte, a questa carenza sono in arrivo sulla tavola degli italiani pomodori, carote, patate e insalata, latte e formaggio, naturali e con un maggior contenuto di iodio». La coltivazione/produzione di questi prodotti è frutto anche delle ricerche realizzate dall’università di Pisa. Nel 2009, per esempio, 70 mucche in lattazione sono state nutrite con mangime arricchito con iodio, in quantità superiori alla norma, ma sempre inferiori al limite massimo consentito dalla legislazione europea. Nel grana padano prodotto con il latte di queste mucche la quantità di iodio per 100 grammi è aumentata da 36 mcg a 87 mcg – cioè di 2,5 volte. Un altro studio che ha coinvolto endocrinologi, agrari e veterinari ha dimostrato che, arricchendo il terreno e i concimi con iodio, si possono ottenere vegetali e ortaggi con quantità di questo elemento naturalmente superiori al normale. È il caso del pomodoro arricchito, ma anche insalata e carote, che si aggiungono alle patate iodate. Queste ultime sono già disponibili in commercio mentre gli altri prodotti arriveranno in Italia entro la fine dell’anno. Ancora in fase di studio, invece, la possibilità di creare erba geneticamente modificata per il pascolo dei bovini, in modo che gli animali assorbano direttamente con l’alimentazione una certa quantità di iodio che arricchisca naturalmente il latte e anche la carne.

«La carenza nutrizionale di iodio è un problema che hanno in comune tutti i paesi europei e per questo si è deciso di dedicare una giornata di sensibilizzazione» afferma il professor Luigi Bartalena, Ordinario di Endocrinologia all’Università dell’Insubria e segretario Eta. «Anche se in Italia con la scomparsa della carenza iodica è praticamente diminuito anche il cretinismo endemico, persistono gradi più lievi di carenza che durante la gravidanza possono provocare deficit intellettivi di minor grado nei bambini, con problemi nell’apprendimento, che in età adulta si traducono in ridotta abilità nel lavoro» spiega il professor Francesco Trimarchi, ordinario di Endocrinologia dell’università di Messina. «Al problema della carenza iodica legato all’ambiente si aggiunge quello della autoimmunità di origine genetica, che in vario grado colpisce fino a 6 milioni di persone e che nelle donne sopra i 60 anni porta spesso a ipotiroidismo – conclude il professor Paolo Vitti, ordinario di Endocrinologia dell’università di Pisa – attraverso un semplice esame del sangue, e in particolare il dosaggio dell’ormone tireostimolante TSH, insieme a una ecografia della tiroide è possibile individuare questa disfunzione».Fonte : medicina 33

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