Endurance e Caldo : come fare??

run-in-the-heat_feCon l’arrivo dell’estate e l’improvviso aumento della temperatura ambientale è molto importante prendere delle precauzioni prima di portare il fisico ad alte intensità. Infatti, le malattie legate al calore sono estremamente comuni, ma drammaticamente sottovalutate. Le patologie da calore tra cui l’edema da calore, i crampi da calore, sincope da calore, colpi di calore e la malattia da calore vera e propria, contribuiscono a una significativa morbilità e mortalità anche nella popolazione atletica.

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Malattia Polmonare Ostruttiva e Prestazioni Atletiche a 86 anni

L’attività fisica già oggi ma soprattutto in futuro sarà una vera e propria Terapia contro le patologie degenerative cardiache, respiratorie, neurologiche, tumorali.
A questo proposito è interessante citare un interessante lavoro apparso recentemente sulla rivista Respiratory Physiology & Neurobiology, descrive il caso di una donna anziana di 86 anni in stadio avanzato di malattia polmonare ostruttiva (FEV1/FVC = 34%) che ha mantenuto la capacità di avere prestazioni atletiche superiori alla media .
La donna era stata sottoposta a specifici test respiratori per certificare l’insufficienza respiratoria di base. Attraverso test da sforzo incrementali al cicloergometro venivano stabiliti gli adattamenti all’esercizio fisico sulla capacità ventilatoria, sulla meccanica respiratoria e sull’apparato cardiovascolare.
Nonostante i notevoli vincoli respiratori meccanici, il picco di lavoro e l’apporto di ossigeno erano rispettivamente del 177 e 175% del predetto dimostrando durante il lavoro solo una moderata dispnea da sforzo. Da sottolineare come a dispetto delle problematiche respiratorie è stata capace di conseguire numerosi record mondiali e nazionali nel nuoto ed ancora oggi continua a competere ed a siglare nuovi record.
Alla luce di questi risultati gli studiosi propongono la permanente partecipazione di chi soffre di malattia polmonare ostruttiva ad attività fisica di resistenza, grazie alla quale è possibile promuovere adattamenti cardiorespiratori che permettono di compensare i noti effetti negativi della malattia sulla prestazione atletica e sulla dispnea.

 

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