Vitamina D nell’Iperparatiroidismo Primitivo

vitamina-d-dove-si-trova-a-cosa-serveLa vitamina D (vit D) è centrale nell’omeostasi minerale contribuendo a mantenere nel nostro organismo adeguati livelli di Calcio .

E’ ormai poi sotto gli occhi di tutti come la maggior parte della popolazione sia carente di Vitamina D e purtroppo non c’è ancora una opinione condivisa nel mondo scientifico sul valore di Vitamina D in cui un soggetto può definirsi carente .
La Endocrine Society ha definito come insufficienti valori di vit D < 30 ng/mL, mentre l’Institute of Medicine pone il cut-off a 20 ng/mL.
Secondo la nostra esperienza il cut-off andrebbe posto ad almeno 30 ng/ml nella popolazione che conduce una vita semi-sedentaria (purtroppo) e a 50 ng/ml negli sportivi.
woman with thyroid glandNell’iperparatiroidismo primitivo (IPP) vale a dire in quella patologia dovuta ad un Adenoma delle Paratiroidi (una formazione tumorale benigna delleghiandole poste posteriormente alla tiroide che regolano tramite la secrezione del Paratormone i livelli di Calcio nell’organismo) l’insufficienza di vit D è più comune che nella popolazione generale e si riduce dopo intervento di paratiroidectomia (PTX).

Non è ben chiaro il meccanismo che determina tale maggiore prevalenza di ipovitaminosi nell’IPP.

I dati sulla supplementazione con vit D nell’IPP non sono del tutto concordanti: alcuni, ma non tutti, riportano un aumento di calcemia e calciuria. Un recente studio clinico in doppio cieco (1) su 150 pazienti sottoposti a
PTX per IPP e quindi randomizzati a trattamento con 1 g/die di calcio e 1600 U/die di colecalciferolo vs solo 1 g/die di calcio, dopo un anno di follow-up ha mostrato un incremento di BMD a livello di colonna e femore
sostanzialmente paragonabile nei due gruppi, mentre a livello radiale l’incremento era maggiore in chi
assumeva vit D. Gli autori concludevano che la supplementazione con vit D, a parte un lieve incremento della
massa ossea a livello del radio, non comportava alcun effetto benefico sulla BMD dopo PTX.

Recentemente sono stati pubblicati i risultati di un altro studio randomizzato in doppio cieco negli IPP (2), in cui i pazienti sono stati supplementati con 2800 U/die di colecalciferolo o placebo, seguiti per un anno, sei
mesi prima di PTX e per 6 mesi dopo PTX. Tale studio, in cui sono stati reclutati 23 pazienti per braccio, ha permesso di valutare “safety” ed effetti sul metabolismo del calcio prima e dopo intervento. Endpoint primario
era la variazione pre-operatoria del PTH, secondari altre variazioni del metabolismo osseo.
La supplementazione con vit D ha comportato una riduzione dei valori di PTH, sia pre- che post-PTX, mentre i livelli di 1-25(OH)2-vit D aumentavano pre-PTX; i livelli serici di CTx, marcatore di riassorbimento scheletrico, si riducevano pre-PTX nel braccio supplementato con vit D.
I livelli di Ca++, calciuria e creatininemia non sono stati influenzati dall’assunzione di vit D. Si osservava un aumento significativo della massa ossea negli IPP supplementati con vit D, a livello lombare prima di PTX e a livello del collo femorale dopo PTX. Lasupplementazione con vit D negli IPP non era accompagnata da problemi di “safety”.

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In conclusione, la supplementazione quotidiana con dosi relativamente elevate di vit D è sicura, riduce il PTH senza aumentare calcemia e calciuria, si accompagna a riduzione del riassorbimento osseo e ad aumentodella massa ossea.

Bibliografia
1. Norenstedt S, et al. Vitamin D supplementation after parathyroidectomy: effect on bone mineral density –
a randomized double-blind study. J Bone Min Res 2014, 29: 960-7.
2. Rolighed L, et al. Vitamin D treatment in primary hyperparathyroidism: a randomized placebo controlled
trial.
J Clin Endocrinol Metab 2014, 99: 1072-80.
3. Rathi MS, et al. Management of hypovitaminosis D in patients with primary hyperparathyroidism. J
EndocrinoI Invest 2014, 37: 467-71 (con editoriale Minisola S, et al. Hypovitaminosis D in primary
hyperparathyroidism: to treat or not to treat? That is the question. J EndocrinoI Invest 2014, 37: 413-4).
4. Shah VN, et al. Effect of 25 (OH) D replacements in patients with primary hyperparathyroidism (PHPT) and
coexistent vitamin D deficiency on serum 25(OH) D, calcium and PTH levels: a meta-analysis and review of
literature. Clin Endocrinol 20

Fonte :http://www.associazionemediciendocrinologi.it/

 

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Dosaggi giornalieri di Vitamina D in PostMenopausa

Il  deficit di Viamina D nella popolazione mondiale sta assumendo i contorni di una vera e propria “pandemia” e la domanda che ci viene posta e ciponiamo nella pratica clinica comune è quale è il dosaggio di Vitamina D da somministrare ai nostri pazienti.  J. Christopher Gallagher ha pubblicato sulla rivista Annal Internal Medicine uno  studio della durata di un anno 1 anno controllato con placebo per 163 donne sane in postmenopausa di età compresa tra 57 e  90 anni e almeno da 7 anni in menopausa  con insufficienti livelli di vitamina D (< 37 nmol/l)
Le partecipanti allo studio sono state  trattate  con dosi di  di vitamina D3 “crescenti”  400 UI / die, 800 UI / die, 1600 UI / die, 2400 UI / die, 3200 UI / die, 4.000 UI / die e 4800 UI / die, o placebo per 1 anno.
A ognuna delle partecipanti è stata somministrata  vitamina D3 capsule al mattino, oltre ad un supplemento di calcio due volte al giorno per stabilire una dose di calcio da  1.200 mg / die a 1400 mg / giorno, sulla base di 7 giorni diario alimentare.
L’IMC (Indice di Massa Coroprea )  ha avuto un effetto significativo sui livelli di Vitamina D , le donne in sovrappeso avevano livelli di 12,5 nmol / L inferiori e i partecipanti obesi  17.5 nmol / L inferiori ai  partecipanti con normale BMI.
I ricercatori hanno concluso che  i livelli di Vitamina D  aumentati con dosi più elevate di a 112 nmol / L  di  vitamina D3  con somministrazioni da  3.200 UI / die a 4.800 UI / die. E  D3 800 UI di  50 nmol / L con dosi di  800 UI / die nel 97,5% dei partecipanti.
Come possiamo vedere dai dati di questo studio la “forbice “ tra i dosaggi da somministrare appare molto ampia e che vari fattori oltre la menopausa possono influenzare la situazione compreso lo stato di sovrappeso e obesità cosa peraltro nota in letteratura.
La ns opinione è quella di individualizzare al massimo la somministrazione tenedo conto dei livelli di partenza del dosaggio della 25 OHD3 del sesso, dell’età, dello stato fisioloigico pre o post menopausale o pre o post andropausa ripetendo dosaggi seriati nel tempo per poter personalizzare una “quota” di supplemento che raggiunga lo scopo prefisso vale a dire garantire adeguati livelli di Vitamina D al nostro organismo .

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