Covid 19 e Patologie Tiroidee

La pandemia di COVID-19 ha causato uno sconvolgimento senza precedenti nella vita quotidiana ed ha presentato sfide estremamente difficili al sistema sanitario nazionale. Ci sono molte informazioni in circolazione, che in alcuni casi possono sembrare opprimenti e confuse, di conseguenza molti pazienti affetti da una patologia tiroidea potrebbero essere preoccupati sia per quanto riguarda una maggiore probabilità di ammalarsi di COVID-19 sia per quanto riguarda la possibilità che i ritardi degli interventi chirurgici possano influire sulla prognosi della loro patologia.Cercando quindi di informare e rassicurare i nostri pazienti, di seguito rispondiamo a domande frequenti seguendo le linee guida dell’American Thyroid Association e della British Thyroid Association.

TIROIDITI AUTOIMMUNI ED IPOTIROIDISMO
Le persone con tiroidite autoimmune, come la tiroidite di Hashimoto o la malattia di Graves, sono esposte ad un rischio maggiore di contrarre COVID-19 o di esserne colpiti più gravemente?
Il Centro Statunitense per il Controllo delle Malattie (CDC) informa che le persone immunodepresse  sono esposte ad un più alto rischio di contrarre sindromi gravi da COVID-19. Queste hanno un sistema immunitario più debole ed una maggior difficoltà a combattere le infezioni. Tuttavia, il sistema immunitario è complesso e la parte del sistema immunitario responsabile delle condizioni tiroidee autoimmuni è separata da quella responsabile alla lotta contro le infezioni virali, come il COVID-19, pertanto avere una malattia tiroidea autoimmune non significa che una persona sia immunodepressa o che essa non sia in grado di combattere un’infezione virale.Non vi è alcuna evidenza finora, che i pazienti con malattia autoimmune tiroidea siano esposti ad un rischio maggiore di contrarre COVID-19, o che siano a rischio di esserne colpiti più gravemente.

Ci sono delle carenze di Levotiroxina (Eutirox – Tiche – Tirosint) ?
La Levotiroxina è uno dei farmaci più utilizzati nel trattamento dell’ipotiroidismo. Sono disponibili molte marche e molti farmaci generici ad es. in Italia Eutirox – Tiche – Tirosint o Liotir se decidiamo di associare alla Terapia la TiTre.
Attualmente, non ci sono carenze identificate di alcun tipo di questi farmaci sostitutivi dell’ormone tiroideo.

Se la mia malattia della tiroide non è ben gestita, questo potrebbe influire sul rischio di infezione da Covid 19 ?
La malattia della tiroide della maggior parte dei pazienti è ben gestita, cioè i  livelli di Ormoni Tiroidei sono stabili e loro si sentono bene. Alcuni però, potrebbero avere una funzione tiroidea “scarsamente controllata”, il che può significare che i loro livelli di funzione tiroidea fluttuano, poiché non sono nel giusto equilibrio con la sostituzione dell’ormone tiroideo e quindi i pazienti continuano a manifestare sintomi. Qualora questo possa essere il tuo caso, il tuo endocrinologo sarà in grado di adeguare la dose di Levotiroxina fino a quando non ti sentirai meglio. In ogni caso, attualmente non ci sono prove che pazienti con tireopatie “scarsamente controllate” abbiano maggiori probabilità di contrarre infezioni virali in generale.
È possibile invece, che i pazienti con malattia tiroidea “incontrollata” (si tratta di persone che hanno iniziato da poco la terapia con i farmaci o che non assumono i medicinali per la tiroide come prescritto) possano essere esposti a maggior rischio di complicazioni da infezioni. Questo è vero in particolar modo per coloro i quali hanno un Ipertiroidismo in questi casi si raccomanda di seguire in maniera molto precisa le raccomandazioni del vostro endocrinologo.

IPERTIROIDISMO
Se sto assumendo i Farmaci Antitiroidei (Metimazolo – Prtopiltiouracile) per un Ipertiroidismo , sono esposto a maggior rischio di infezione?
Non è noto che i farmaci antitiroidei (Antithyroid Drugs, ATD come il Metimazolo e il Propiltiouracile) aumentino il rischio di infezione, a meno che non provochino “agranulocitosi”. Questo è un effetto collaterale molto raro dei farmaci antitiroidei che si verifica quando il numero di globuli bianchi nel corpo si riduce drasticamente. Tipicamente si presenta con mal di gola, ulcerazioni della bocca, febbre, sindrome simil-influenzale.I Pazienti affetti da Ipertiroidismo non sono soggetti  esposti a più alto rischio di contrarre COVID-19 o di sviluppare una sindrome più grave nel caso in cui contraggano l’infezione.Un paziente con COVID-19 può continuare con i suoi farmaci antitiroidei a meno che non abbia una conta dei globuli bianchi anormalmente bassa (agranulocitosi) con una conta dei granulociti <1,0 x 10 9 / L).

In che modo i pazienti che assumono farmaci antitiroidei (ATD) per l’ipertiroidismo possono distinguere i sintomi tra quelli di un’infezione da COVID-19 e gli effetti collaterali del farmaco stesso?
I Pazienti che assumono ATD (Antithyroid Drugs, ATD come il Metimazolo e il Propiltiouracile) potrebbero essere a rischio di sviluppare agranulocitosi, sebbene questo effetto collaterale sia estremamente raro. La letteratura evidenzia che la possibilità che una persona che assume ATD sviluppi agranulocitosi è compresa tra lo 0,2 e lo 0,5%.
I sintomi da agranulocitosi (mal di gola, ulcerazioni della bocca, febbre, sindrome simil-influenzale) possono sovrapporsi ai sintomi da infezione da COVID-19 (febbre, tosse continua, sindrome simil-influenzale) rendendo molto difficile, se non impossibile, per medici e pazienti distinguere tra le due sintomatologie.
Si  raccomanda ai pazienti trattati con ATD, che sviluppano sintomi che possono suggerire agranulocitosi, di INTERROMPERE la terapia con ATD e di eseguire un esame emocromocitometrico urgente. È sempre necessario rivolgersi al proprio medico di famiglia, al pronto soccorso o al proprio endocrinologo. In alcune circostanze, i medici potrebbero anche ritenere opportuno approfondire le ricerche per l’eventuale infezione da COVID-19.Si prega di notare che in tutte le altre circostanze i pazienti NON devono interrompere l’assunzione dei loro ATD a meno che non venga loro indicato dal medico curante.

Come si può somministrare il Metimazolo (Tapazole)  ai pazienti con decorso grave?
Il Metimazolo è un farmaco a somministrazione orale e l’interruzione di questo farmaco può portare ad un peggioramento dell’ipertiroidismo. Durante una sindrome respiratoria critica, specialmente quando è necessario l’uso di un ventilatore (apparecchio per la respirazione), potrebbe essere impossibile per il paziente assumere farmaci per via orale. Quando è necessario il trattamento per l’ipertiroidismo, tuttavia, possono essere utilizzate diverse vie di somministrazione del Metimazolo. Gli specialisti che si prendono cura di pazienti con sindromi critiche saranno in grado di determinare l’approccio migliore per assicurarsi che un paziente con ipertiroidismo continui a ricevere le cure necessarie.Il posizionamento di un sondino naso-gastrico o di un tubo Dobhoff consente di far arrivare la pillola di Metimazolo nell’apparato digerente di un paziente che non sia in grado di deglutire.
Qualora non sia possibile la via enterale (attraverso lo stomaco), questi farmaci possono essere formulati anche per la somministrazione endovenosa (EV):

  • Il Metimazolo EV è stato formulato aggiungendo 500 mg di Metimazolo in polvere ad una soluzione di cloruro di sodio allo 0,9% con un volume finale di 50 ml e si somministra la dose corretta con una lenta pressione EV per 2 minuti.
  • Il Propiltiouracile è relativamente insolubile. Una formulazione EV utilizzata in uno studio è stata prodotta sciogliendo le compresse in una soluzione salina isotonica con un pH alcalino (pH 9,25).

Sono anche state formulate delle soluzioni di somministrazione per via rettale, attraverso l’uso di clisteri o di supposte.

L’assunzione di farmaci per il disturbo tiroideo sopprime il sistema immunitario?
Né il Metimazolo , né il Prpiltiouracile  sono terapie immunomodulatorie, cioè non modificano  indeboliscono il sistema immunitario. Alcune persone con oftalmopatia tiroidea tuttavia, potrebbero assumere dosi elevate di farmaci steroidei, che possono sopprimere il sistema immunitario (si rimanda alla domanda successiva).

Cosa succede se sto assumendo farmaci steroidei, ad esempio per l’oftalmopatia tiroidea?
Alcuni pazienti con oftalmopatia tiroidea potrebbero assumere farmaci steroidei a dosi che sopprimono il loro sistema immunitario. Altri potrebbero assumere quotidianamente farmaci immunosoppressori come il Micofenolato (MMF) o potrebbero aver ricevuto Rituximab negli ultimi 9-12 mesi. Se sei uno di questi pazienti, potresti essere esposto a maggior rischio di contrarre un’infezione grave da COVID-19. Dovresti essere particolarmente attento quindi, nel seguire le misure di prevenzione come l’uso corretto della mascherina, lavarti spesso le mani e mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,8 metri, e se accusi dei sintomi come Febbre o una Rinite che non dimnuisce dopo 2/3 gg porti in autoisolamento e informale il Tuo Medico curante .

NODULI DELLA TIROIDE E CARCINOMA TIROIDEO
Le persone con carcinoma tiroideo sono esposte a maggior rischio di infezione da COVID-19 perché sono immunodepresse?
Il Centro Statunitense per il Controllo delle Malattie (CDC) generalmente afferma che pazienti sottoposti alle cure contro il cancro siano dei pazienti immunodepressi.
A differenza di molti altri tipi di cancro tuttavia, la maggior parte dei malati di carcinoma tiroideo non riceve chemioterapia o altri trattamenti che impoverirebbero il sistema immunitario e li indurrebbero ad essere immunodepressi. Avere una diagnosi di carcinoma tiroideo non è un fattore di rischio noto per ammalarsi di COVID-19 o per esserne più gravemente colpiti.
Solo i rari casi di pazienti affetti da carcinoma tiroideo che si stanno curando con chemioterapia possono essere considerati soggetti esposti a rischio maggiore di contrarre infezioni più gravi da COVID-19.

È sicuro ritardare un intervento chirurgico alla tiroide a causa della pandemia di COVID 19?
Il trattamento iniziale più comune per il carcinoma tiroideo è l’intervento chirurgico per rimuovere il tumore. A causa dell’attuale pandemia di COVID-19 però, molti interventi chirurgici programmati per il carcinoma tiroideo hanno subito dei ritardi, sollevando preoccupazioni da parte dei pazienti riguardo alla prognosi della loro malattia.
Partendo dal presupposto che la chirurgia sia necessaria, la maggior parte dei tumori della tiroide sono tumori a crescita molto lenta e la possibilità che il cancro della tiroide peggiori, se l’intervento viene ritardato di diversi mesi, è estremamente bassa.
L’intervento chirurgico dovrebbe essere eseguito con urgenza nei pazienti con sintomi dovuti alle dimensioni del tumore tiroideo, come difficoltà a respirare o deglutire, tumori che stanno invadendo altre parti del collo, oppure se la biopsia ha mostrato forme aggressive del cancro tiroideo, come il Carcinoma Anaplastico ed il Carcinoma Midollare della tiroide.

È sicuro ritardare il trattamento con Iodio Radioattivo a causa dell’attuale pandemia di COVID-19?
La terapia con Iodio Radioattivo (radioactive iodine, RAI) viene spesso utilizzata per i pazienti con carcinoma tiroideo dopo un intervento chirurgico. La RAI viene spesso utilizzata per eliminare qualsiasi tessuto tiroideo normale (non canceroso) rimanente o per ridurre la possibilità di recidiva anche quando tutto il carcinoma tiroideo sembra essere stato rimosso chirurgicamente.Se la Terapia con Radioidio dovesse essere ritardata a causa della Pandemia da Covid 19 non dovrebbe esserci conseguenze negative sulla prognosi del Carcinoma Tiroideo perche l’evoluzione del Carcinoma Tiroideo è lenta .
In generale, il trattamento con RAI è più urgente per i pazienti con carcinoma tiroideo papillare o follicolare che presentano metastasi a distanza, ai polmoni o ad altre parti del corpo, ed in particolare se è stata osservata la crescita delle metastasi. In questi casi sarà l’endocrinologo in collaborazione con il medico nucleare a stabilire il migliore timing di intervento per la somministrazione di Radioiodio.

I pazienti che hanno subito una terapia con Radioiodio o un intervento chirurgico alla tiroide sono esposti a maggior rischio di infezione da COVID-19?
Non esistono prove che i pazienti che hanno eseguito recentemente una terapia con Radioiodio o un intervento chirurgico alla tiroide siano a maggior rischio di contrarre un’infezione virale in generale (e quindi da COVID-19).

 

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Nutraceutica dello Sport Ginseng , Mate, Curcuma, Zenzero, Rhodiola Rhosea

Come Presidente della Società Italiana di Nutrizione dello Sport e del Benessere (SINSeB) e come Responsabile dell’Area della Nutraceutica dello Sport della Società Italiana di Nutraceutica (SINUT) presieduta dall’Amico Arrigo Cicero ho sempre cercato di portare chiarezza e se posso permettermi SCIENZA nel campo della Integrazione dello Sport che come nel campo dell’Integrazione in campo Clinico cioè della Nutraceutica Clinica  è invasa da Profeti , Scenziati Googliani che spesso con un unico fine …. il GUADAGNO dispensano e millantano conoscenze scientifiche applicando quasi sempre Legge del Tutto o Nulla vale a dire prendi la Vitamina D e i tuoi muscoli aumenteranno di dimensioni (magari associata d un po di Testosterone .. …. sic) prendi il Magnesio e magicamente il tuo organismo funzionerà meglio….  sarai infatti …. “alcalinizzato al massimo” … prendi la vitamina B magari associata ad un pò di Curcuma e vedrai che la Tua performance migliora subito ……

I sapienti del Tempio infatti essendo pieni di certezze applicano sempre la Legge del tutto o nulla ? …. perché di solito l’idiota trascura la complessità di un processo complicatissimo in questo caso la Nutraceutica applicata alla Scienza dell’Esercizio Fisico e fa suo il “Semplice” trascurando il “Complesso” …..magari non ha mai fvalutato in un atleta professionista o amatoriale  una DEXA una BIVA per vedere gli effetti antropometrici delle “SUE MAGICHE POZIONI”  magari non sa nemmeno la differenza tra un atleta amatoriale e professionista …  ma Lui ha il rimedio giusto per tutto dal Freddo al Sonno ala Vitamina D all’Erba magica … poi scopri, e non è difficile,  che ha conflitti di interessi  grossi come case.. che lavora per aziende di integratori che non passa le sue giornate in studio a seguire gli atleti o i pazienti oppure al al campo ma a fare webinar o, in tempi non covid convegni,  dove racconta la “sua Scienza” perchè è Sua e non di nessun altro con la classica sicurezza .. di chi sapendo tutto no sa nulla… noi preferiamo vivere nel Socratico Dubbio della conoscenza … pur se posso dirlo senza ombra di smentita siamo stati i primi con un Lavoro Pubblicato 11 aa fa con lo staff della Juventus a parlare di Vitamina D nello Sport , primi a usare alcuni Nutraceutici non solo nello Sport  .. ma una sostanza non sarà mai in grado di risolverti tutto avrà lati positivi e negativi come NOI CLINICI sappiamo bene …. se hai un deficit di Vitamina D e lo ha la stragrande maggioranza delle persone nel mondo non è che risolvendo il deficit guarisci (tanto per essere chiari dal Covid 19) nè se sei un sportivo vinci una gara o migliori la Tua performance……..  tutto serve nulla è indispensabile a parte l’acqua .. come diceva Talete filosofo greco… se qualcuno lo ha studiato …
Iniziamo dunque a esaminare con Pro e Contro i Nutraceutici che possono essere utili in Campo Sportivo soprattutto le cosiddette “Sostanze Naturali”  .. Erbe e Estratti…
La ricerca dell’alimento magico nello sport ha sempre suscitato  attenzione e curiosità nella nutrizione sportiva  si dice infatti che il primo maratoneta della storia, Filippide, abbia fatto il percorso Sparta Atene e Ritorno (circa 500 Km) in meno di 48 h e successivamente il tratto Maratona- Atene nutrendosi di soli fichi e morendo poi per l’immane sforzo compiuto oppure che Thomas Hicks abbia vinto  la medaglia d’oro nella maratona dei giochi olimpici 1904 a St Louis nutrendosi a base di uova e brandy nota bevanda di recupero utilizzata nello sport.. oppure potremmo pensare che mangiando delle alette di pollo fritte, piatto preferito da Usain Bolt , potremmo eguagliarne i record.
Gli integratori poi soprattutto quelli cosiddetti di origine “naturale” hanno un fascino particolare sia in nutrizione clinica che in nutrizione sportiva e questo porta spesso a enfatizzare le loro azioni che sono anche segnalate in letteratura e a presentarli sul mercato come la pozione magica che ti farà migliorare la tua performance e vincere la gara. In realtà pur se la letteratura è densa di lavori e ricerche sul potenziale effetto ergogenico, antiossidante, modulante il sistema immunitario e la fatica di questi integratori cosiddetti nutraceutici pochi sono gli studi randomizzati e controllati su molte sostanze utilizzate nello sport e le conclusioni delle revisioni della letteratura   giungono spesso a risultati contraddittori. Inoltre una sostanza per esprimere il suo effetti di qualsiasi natura essa sia naturale o sintetica deve raggiungere una certa concentrazione ematica e  per questo deve essere assunta con continuità deve essere biodisponibile e se la somministriamo ai nostri atleti dobbiamo essere in primis che sia non solo efficace ma esente da effetti dopanti  ma anche sicura per la loro salute in quanto come dico sempre “meglio un campione in meno che un malato in più” . Mi viene da sorridere quando vengo a sapere magari da qualche atleta che  sulle tavole di alcune squadre di calcio ad esempio campeggia lo zenzero e che esso viene “venduto” ai ragazzi come una sostanza che li aiuterà nella loro performance trascurando in maniera disinvolta ciò che prima abbiamo sottolineato e cioè solo con una assunzione continua una sostanza può raggiungere un livello tale nel sangue da poter determinare degli effetti benefici sullo stato di salutare  oppure che negli spogliatoi si consiglino  le bacche di goji che sicuramente nel  secondo tempo ci aiuteranno a far goal perché sono belle rosse e colorate … allora cerchiamo di fare un po’ di chiarezza prendendo in esame in questo e altri articoli alcune sostanze dai presunti effetti “miracolosi” quali il Ginseng, Il Mate , la Curcumina, e la Rhodiola Rhosea .

 GINSENG
Il ginseng  è probabilmente l’erba più studiata per quanto riguarda le prestazioni fisiche Esistono diverse specie di ginseng come il ginseng asiatico, il ginseng coreano, il ginseng cinese ( Panax ginseng ), il ginseng americano, il ginseng canadese ( Panax quinquefolius ) e il ginseng siberiano ( Eleutherococcus senticosus ). Numerosi paesi asiatici, in particolare Cina e Corea, utilizzano il ginseng nel campo alimentare e medicinale, mentre i preparati di Panax ginseng sono stati valutati in studi clinici sull’uomo come antinfiammatorio, antiossidante, stimolante della funzione cerebrale, anabolizzante e immunostimolante . . Le varie specie di ginseng contengono numerosi importanti composti come le vitamine (A, B, C ed E), minerali (ferro, magnesio, potassio e fosforo), fibre, proteine, saponine e ginsenosidi i principali costituenti attivi nelle erbe di Panax. Questo componente ha dimostrato di ridurre lo stress mentale, migliorare la funzione immunitaria e stabilizzare la pressione sanguigna. Inoltre, il Ginseng ha importanti proprietà antiossidanti, con un potenziale effetto sullo stress ossidativo che viene a crearsi in uno sforzo fisico ad alta intensità e ripetuto nel tempo con poche fasi di recupero.  Pur se ci sono varie segnalazione sui presunti effetti ergogenici del Ginseng sulla prestazione fisica dall’aumento della VO2 Max alla riduzione della fatica tramite la modulazione del Cortisolo mancano studi randomizzati e controllati sui veri effetti di questa pianta sulla prestazione fisica .
Solo pochi studi hanno rilevato che l’ integrazione con Ginseng potrebbe  aumentare la forza muscolare mentre altri studi hanno suggerito che  una bevanda a base di Ginseng ed altri fitoterapici non specificati ha migliorato le prestazioni di corsa nei ciclisti .
Come la maggior parte degli integratori, il ginseng ha effetti collaterali, alcuni dei quali sono importanti a seconda della dose e delle modalità di assunzione .. L’uso del ginseng può  causare diarrea, insonnia, mal di testa, battito cardiaco accelerato, fluttuazioni della pressione sanguigna e disturbi digestivi mentre nelle donne sono stati segnalati Le donne possono sperimentare ulteriori effetti collaterali, come sanguinamento vaginale e dolorabilità al seno sconsigliandone l’assunzione in caso di tumore al seno ; inoltre l’assunzione di Ginseng può interferire con alcuni farmaci ad esempio l’insulina oppure gli anticoagulanti orali dunque dobbiamo prestare la massima attenzione negli atleti soprattutto amatoriali affetti da Diabete I o malattie cardiovascolari come l’Ipertensione .

Yerba Mate

Non è raro quando gestiamo atleti di qualsiasi disciplina sportiva provenienti dal sudamerica che gli stessi si presentino al campo di allenamento con una specie di Thermos contente il Mate e che lo sorseggino prima ad esempio dell’allenamento.
Il Mate ( Ilex paraguayensis ) o Yerba mate è un piccolo albero di agrifoglio sempreverde coltivato  in vari paesi del Sud America. Il tè ottenuto dalle foglie essiccate contiene circa il 2% di caffeina .  Negli ultimi anni è stato suggerito che la caffeina trovata nel  mate, nella noce di cola e nel guaranà abbia maggiori probabilità di portare benefici alla salute rispetto alla caffeina presente nel caffè o nel tè . Uno studio ha evidenziato come la  supplementazione con Yerba mate diminuiva la massa grassa corporea e il rapporto vita-fianchi in individui obesi senza gravi effetti collaterali , un altro studio  ha rilevato un aumento significativo del metabolismo energetico  in individui giovani e sani dopo l’ingestione di integratori contenenti 317 mg di Yerba Mate ma evidenziando come  l’ingestione di questo integratore determinasse  un aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna sistolica e anche uno stato di eccitazione .  Non ci sono al momento studi che possono giustificarne l’uso come integratore ergogenico nello sport anzi sarebbe necessaria una maggiore precauzione e sono necessarie ulteriori ricerche  che ne stabiliscano dosi , modalità di assunzione, potenziali effetti sia positivi che negativi sulla performance ma soprattutto sulla salute dei nostri atleti.

Zenzero – Curcuma
Lo zenzero ( Zingiberofficinale Roscoe ; Zingiberaceae ) è una pianta in fiore che è stata usata in medicina per decenni. Lo zenzero ha pochi effetti collaterali negativi ed è elencato nell’elenco “sicuro” della FDA . Lo zenzero è ricco di sostanze ad azione antinfiammatoria ha dimostrato di avere effetti antinfiammatori in studi in vitro ma fino ad oggi  pochi studi hanno dimostrato un effetto dimostrabile del Ginger sulla  resistenza alla fatica negli atleti, mentre alcuni  studi non hanno trovato alcun effetto sulla composizione corporea, il consumo massimo di ossigeno (VO2 Max) , e la forza muscolare negli atleti . Uno Studio  ha valutato  l’effetto della supplementazione con Curcumina  alla dose di 150 mg ( Curcuma longa ) immediatamente dopo un intenso esercizio eccentrico in maschi giovani sani, lo studio ha  evidenziato come questa supplementazione sarebbe in grado di diminuire i biomarkers di infiammazione (CPK – Transaminasi) nei soggetti supplementati rispetto ad un gruppo di controllo  . La curcumina è un nutraceutico  appartenente alla  famiglia dello zenzero ( Zingiberaceae ) e ricchi in polifenoli sostanze ad azione antiossidante  .  Molti studi clinici hanno dimostrato la sicurezza e l’efficacia degli integratori di curcumina per via orale anche se sono segnalati effetti tipo nausea o vomito anche se è possibile che per dosaggi piu elevati si possano avere degli effetti collaterali soprattutto per quanto riguarda la capacità coagulativa del sangue .

Rhodiola Rosea
La Rhodiola Rosea (RR) è un’erba popolare utilizzata nella medicina tradizionale in Europa e in Asia la parte più utilizzata in questa pianta è la radice. RR è composto da molti componenti in particolare da Tannini e Polifenoli ma anche da  minerali, vitamine, acido gallico e acido clorogenico e varie  sostanze ad azione antiossidante . L’RR è stata utilizzata per la sua azione su alcuni mediatori del sistema nervoso centrale come la serotonina e la dopamina per combattere varie  situazioni da stress ed ansia e come stimolante del sistema nervoso centrale con aumento della capacità di concentrazione e, della resistenza alla fatica e di resistenza nelle prestazioni fisiche .
Da segnalare che alcuni studi hanno evidenziato come i supplementi di estratti di radice di RR possano contenere quantità significative di steroidi endogeni anche se  non sembrano esserci segnalazioni che documentino la presenza di steroidi androgeni anabolizzanti.
Uno studio ha riscontrato come il consumo di RR (200 mg / die) abbia migliorato il tempo di esaurimento alla fatica del 3% su un test massimale al cicloergometro, ma non vi è stato alcun effetto significativo dopo 4 settimane di integrazione né sulla forza né sulla capacità di sprint.  Un altro studio ha riscontrato inoltre che 4 settimane di supplementazione RR possono ridurre i livelli di lattato e i markers del danno muscolare (CPK – Transaminasi )  in risposta ad un esercizio aerobico in atleti allenati. Inoltre, 3 mg / kg di ingestione RR hanno la capacità di ridurre la risposta della frequenza cardiaca ad un esercizio submassimale e di abbassare la percezione dello sforzo durante l’esercizio di resistenza ad alta intensità in donne atlete amatoriali .  La combinazione di RR con altri estratti di piante non ha mostrato alcun effetto ergogenico sul consumo di ossigeno e sulla forza muscolare mentre un’altra ricerca ha concluso che  l’ingestione di  RR non ha migliorato la risposta del sistema immunitario degli atleti maratoneti. Al momento non ci sono prove o meccanismi per spiegare l’effetto positivo di questa erba nello sport, inoltre la provenienza da varie aree geografiche in particolare dall’Asia pone l’attenzione su una possibile contaminazione con possibili effetti collaterali sullo stato di salute infatti a causa di dati divergenti la Food and Drug Administration ha stabilito che questa erba non presenta una sicurezza sufficiente per essere dichiarata come nuovo farmaco e integratore sicuro a quindi essa è elencata nell’elenco delle piante tossiche della FDA .

Take Home Message

  • La Nutraceutica dello Sport è un’area della Nutrizione Sportiva in grande espansione come del resto lo è in Nutrizione Clinica

  • La Ricerca dell’estratto naturale capace di ottimizzare o migliorare la prestazione di un atleta ha da sempre stimolato la curiosità dei fisologi e nutrizionisti sportivi

  • Una sostanza che in qualche modo viene consigliata all’atleta deve rispondere a requisiti ben precisi dal punto di vista scientifico, deve essere doping free, tollerabile e se ne devono conoscere gli effetti eventualmente positivi sulla performance ma anche e soprattutto quelli potenzialmente nocivi alla salute dell’atleta .

  • Per quanto riguarda il Ginseng, il Mate , lo Zenzero , la Curcumina e la Rhodiola Rosea alcuni lavori ne hanno segnalato l’effetto potenzialmente ergogenico, modulate il senso di fatica e le secrezioni degli ormoni anabolici e catabolici , antiossidante e di modulazione del sistema immunitario ma sono necessari ulteriori studi randomizzati e controllati per confermare o smentire tali ipotesi e soprattutto nel caso della RR non se ne possono trascurare anche a seconda dei paesi di provenienza eventuali effetti tossici sull’organismo

Bibliografia Essenziale

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